San Cataldo è un comune di 23.247 abitanti della provincia di Caltanissetta. È posto a 625 metri s.l.m. ed è il quarto comune più popoloso della provincia di Caltanissetta.

Geografia fisica San CataldoSan Cataldo sorge in una zona collinare interna, posta a 625 metri s.l.m., che si estende a nord del centro abitato, tra i comuni di Serradifalco, Mussomeli, Caltanissetta, collocato all'interno del comprensorio dell'altopiano Solfifero Siciliano, un'antica area mineraria. Dista 63 km da Agrigento, 9 km da Caltanissetta, 50 km da Enna, 150 km da Ragusa. È attraversato da un solo fiume, il "Salito", il quale è formato da diverse sorgenti che nascono dalle falde del M. Schiavo presso il paese di Santa Caterina Villarmosa. L'abitato si estende nell'altopiano tra Portella del Tauro e Babbaurra, ricco di pozzi d'acqua parzialmente potabili. All'uscita Sud-Ovest della città, sorge il complesso ospedaliero "M. Raimondi", e accanto la casa di ospitalità per anziani, un orfanotrofio, e la "Casa della Lavoratrice."

Clima
Il clima della città è continentale con inverni relativamente rigidi ed estati calde. L'aria è salubre e, malgrado la sua altimetria, il clima è abbastanza mite. In inverno la temperatura in rari casi scende al di sotto dello zero con alcune nevicate l'anno. L'estate invece si presenta calda con valori di umidità non eccessivi e quasi ogni anno si sfiorano i 40 °C.

Storia
All'interno del territorio, nei pressi di Vassallaggi, vi sono testimonianze di insediamenti umani risalenti al VI-V secolo a.C.
L'attuale centro abitato ha origini relativamente recenti. Fu una baronia, poi comune, fondata dal principe Nicolò Galletti nel 1607, richiedendone il 18 luglio la licenza dal re di Sicilia Filippo III (licenza populandi). La licenza consentiva di edificare e popolare l'antico casale Calironi, sito all'interno della baronia di Fiumesalato. I motivi che spinsero il principe alla richiesta furono di natura politica, in quanto si ottenevano titoli e privilegi e si acquistava il diritto di sedere nel "braccio" militare del Parlamento siciliano. Anche l'aspetto economico certamente rivestì un ruolo non marginale.
Il borgo fu popolato con l'immigrazione dai paesi vicini, come Sutera, Mussomeli, Petralia, e anche da quelli più distanti, come Gangi, Castrogiovanni e Caltanissetta. Così si iniziò a formare il paese. Il borgo prese il nome da san Cataldo, già venerato nella baronia di Gagliano Castelferrato (nell'attuale provincia di Enna), posseduta in passato dalla famiglia Galletti. Nel 1623 il paese contava 722 abitanti; nel 1651 erano circa 1.607. Nel 1669, diciotto anni dopo, fonti ecclesiastiche riportano una popolazione di 2.490 abitanti. Nel 1699 si arrivò a 3.066 abitanti. Nel 1921 si contavano 23.486 abitanti. Nel corso degli anni San Cataldo ha subito parecchi rimaneggiamenti dal punto di vista urbanistico, al punto che oggi appare come una città nuova, nella quale prevalgono costruzioni recenti e pochissime costruzioni possono vantare una discreta valenza storica.

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